Invitata: SABRINA Mamma e terapista della riabilitazione
"Rispetto alla situazione che sono stata chiamata a vivere di persona come terapista della rianimazione, devo dire che c'è stato un grande sconvolgimento iniziale, vissuto anche con momenti di pura angoscia. Superato questo, devo dire che è stata ed è un'esperienza molto toccante perché vedi proprio le persone ancora più nella loro sofferenza e nel tuo piccolo puoi dar loro un contributo. Peraltro loro ci possono vedere solo attraverso le nostre maschere sicchè riusciamo a comunicare con gli occhi, con il tocco delle nostre mani. Anche la voce a volte si sente molto poco.
Devo dire che questa cosa in famiglia si è ripercossa anche con dei fattori positivi perché i miei figli e mio marito hanno dovuto rivedere le loro abitudini e i loro rapporti e quindi anche la loro quotidianità. Si è un po' ribaltata la situazione: se prima ero io maggiormente in casa ora si è trovato mio marito ad esserlo di più e a conoscere anche sotto altri aspetti i figli, che prima magari vedeva meno perché era molto impegnato con il lavoro (non che adesso non lo sia). Mi ha un po' smosso proprio una frase di mio marito all'inizio, quando ero in preda allo sconforto, all'angoscia pura e alla paura, non tanto di ammalarmi, quanto di far ammalare i miei famigliari. Una sera mi dice: "Questo è il momento di mettere in pratica la CARITA' con la C maiuscola", e questa cosa mi ha dato la forza di continuare e per la FASE 2 confidiamo nel senso civico di tutte le persone. Mi piace definire questo periodo un tempo sospeso ma sicuramente ricco di Grazia."
