le scrivo solo ora perché la notizia mi ha colto impreparata e la mia tristezza non mi permetteva di essere lucida.
Sono sincera, al pensiero che l'anno prossimo non sarà più lei il mio insegnante mi sento persa, mi sento come una barchetta sballottata dal vento qua e là.
Il mio faro, il mio punto di riferimento per essere una persona migliore è venuto a mancare.
So che anche lei avrà senz'altro sofferto nel prendere questa decisione e spero che possa
avere il meglio.
Io mi impegnerò a mettere in pratica tutti i suoi insegnamenti, mi impegnerò a guardare il mondo con occhi sempre più curiosi.
La ringrazio per tutto, lei per me non è stato solo un professore, ma anche un insegnante di vita, un esempio da seguire, non penso di aver mai stimato una persona quanto stimo lei.
Sono una ragazza selettiva, ma lei mi ha colpito dall'incontro che abbiamo avuto alle
elementari, mi ricordo quella lezione come fosse oggi, stava trattando la poesia di Pascoli che abbiamo poi studiato insieme quest'anno, ero tornata a casa dicendo che era lei il professore che volevo e finalmente capivo quello che mia sorella diceva di lei.
Grazie per avermi insegnato a guardare il bello di quello che mi circonda.
Grazie per avermi insegnato che la sofferenza può portare ad essere migliori, attraverso la lettura di tanti brani ho imparato a ringraziare anche per le piccole cose.
Grazie di tutto, non la dimenticherò mai.
La sua alunna curiosa Letizia

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